in Scrittura

Liberi scrittori

Scrivere qualcosa di autentico e sensato oggi mi risulta difficile. Se non fosse per l’ostinata voglia di dire quello che penso, di dare forma alle mie idee, me ne starei rintanato in qualche angolo della mia mente fagocitando nuvole di pensieri senza senso.

E dunque, a distanza di pochi giorni dalla strage di Parigi, tutti noi ci interroghiamo sul Perché. Già, quello con la “P” maiuscola; quello che questiona la violenza, che ci fa domandare se mai esista un reale motivo, valido e senza macchia, a tutto ciò che è successo e che forse continuerà ad accadere.

Come sempre in questi casi, temo che la risposta sia “no”. Ed è un “no” chiaro, deciso. Un “no” che risuona forte e rimbomba nelle nostre menti; che ci induce a prendere coscienza che siamo parte di un ingranaggio più grande di noi. Pedine di un piano strategico nel quale la morte è il filo conduttore e al tempo stesso detonatore dei cambiamenti della nostra società occidentale.

Non è Internet, né la la progressiva digitalizzazione. Non è la morale, né quella di Nietzche né quella postuma. È solo voluttuosa decadenza umana. E per quanto ci sforziamo di comprendere ed analizzare, di dare vita ad una coscienza collettiva del dolore, poco possiamo fare se non aggrapparci forte a quelle che sono le nostre definizioni di bene e di male. Mai così deboli e fragili come di questi tempi.

Così, scrivere rimane l’unica cosa responsabile da fare.
Scrivere per imprimere nella memoria della società, la testimonianza di una sostanza ideologica che prescinde la forma. Marcare nella grande rete digitale un territorio dell’intelletto nel quale innalzare i nostri vessilli e gridare forte al vento che oltre la fumosa cortina dei media, delle verità nascoste e quelle falsate; che oltre tutto il maleodorante marciume che piove incessantemente sulle nostre volontà, noi siamo ancora liberi.

Liberi di dare un senso alle nostre coscienze, di continuare ad elogiare la verità come unica musa suprema, e di ottemperare ai nostri doveri di liberi pensatori.

Ogni scrittore, qualunque sia la sua natura, matura oggi una consapevolezza delle proprie parole. Perché mai come in questi giorni, la parola scritta è essenziale e linfa vitale delle nostre coscienze e dei nostri cuori.

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