Il Sottosopra della Terza Repubblica

Cronaca della nascita di una nuova Italia. Più o meno.


  • Categoria: Politica
  • Data di pubblicazione: 7 marzo 2018 Ore:12:42

Alla fine è successo: l’Italia ha scelto il cambiamento, e anche in massa. Uno dei dati più interessanti di queste elezioni politiche 2018 è infatti l’affluenza alle urne: ben il 73% degli aventi diritto (1.8% in meno rispetto al 2013, ma visto il generale disinteresse e disorientamento politico è un dato insignificante a questo punto), nonostante le lunghe code in stile fantozziano ai seggi; nonostante, insomma, tutti i soliti appelli al buon senso, al voto giusto, alla scelta intelligente.

Gli italiani hanno votato e lo hanno fatto forte e chiaro, proclamando Luigi di Maio e Matteo Salvini leader in pectore di questa, altresì ribattezzata, “Terza Repubblica”. Già perché ogni tanto abbiamo bisogno di ricordare che il tempo procede inesorabile, cambia le cose e anche la società. Dunque per evitare di morire nella monotonia decennale della politica nostrana, dobbiamo in un qualche modo utilizzare una numerica che ci faccia per un attimo sperare di aver di aver imboccato la strada giusta, per poi infine tornare alla nostra monotona, ordinaria, vita da elettori.

Il Movimento 5 Stelle

Infine ce l’hanno fatta. Se non altro, per rimarcare e sottolineare che l’impegno ripaga sempre. E chissenefrega se adesso sono loro, il Sistema; a chi faranno la guerra ora? Staremo a vedere. Questa volta, al tavolo delle contrattazioni si siederanno dalla parte del banco, pronti a dare le carte rigorosamente contrassegnate con il bollino “onestà”. Vedremo se saranno in grado di rilanciare davvero questa “Terza Repubblica”, o farla cadere definitivamente in mano ai burocrati di Bruxelles, che altro non aspettano che un’Italia a guida “populista” per piazzare, quando meno te l’aspetti, il loro fantoccio di fiducia. Adesso si fa sul serio, e spero che qualcuno a cinque stelle lo abbia davvero capito: ora non si gioca più.

La Lega

Matteo Salvini è il leader del centro destra, punto. Dipinto come il diavolo in terra, portatore di tutti i mali: xenofobo, razzista, fascista, nazista, e chi più ne ha più ne metta. Addirittura mandante morale di Traini; oppure, degli insulti rivolti ad un povero ragazzino la cui mamma adottiva non ha potuto far altro che individuare nel Matteone nazionale il vero responsabile di questo “clima d’odio”. Mah.
Salvini comunque ha le spalle forti, e lo si è visto in questi ultimi mesi. Ha tenuto duro battendo sulla questione del buon senso. Già perché a causa di decenni di politiche radical-chic che hanno affossato e distrutto la sinistra del popolo, a parlare di buon senso, di ordine e di un minimo di giustizia si fa peccato. Bene che va, ti danno del fascista. Che poi, questi fascisti, dove sono?

Matteo Salvini ha sempre guardato la telecamera in faccia, ha riempito le piazze, saputo sfruttare i social a dovere. Ha saputo, meglio di chiunque, insinuarsi fra gli elettori delusi del M5S, tra i sostenitori di Berlusconi e, cosa più importante, tra la sinistra. Gli operai hanno votato lui, ed è giusto che sia andata così. La lega si è ripulita e, nonostante non avesse potuto competere al centro sud, ha comunque preso moltissime preferenze, andando non solo a schiantare Forza Italia, ma anche a definire un Rubicone dal quale non si torna più indietro. Anche loro fautori di questa “Terza Repubblica”, pur presenti anche nella seconda e nati, fondamentalmente, nella prima. Poco importa ora; meglio chiudere il passato nel cassetto. Un governo Cinque Stelle – Lega? Qualcuno a sinistra ha minacciato di emigrare: beh, che lo facesse. Se scegli la fuga alla lotta, a casa mia sei solo un vigliacco. Ma del resto, con questo elettorato, il PD e compagnia bella non aveva vita lunga.

La Sinistra

Già perché se c’è un elemento da registrare negli annali della nostra storia politica, è il suicidio assistito della Sinistra italiana. Qualcuno ancora arranca nel capire le ragioni di tale sfacelo, eppure l’evidenza è sotto il naso di tutti: semplicemente ha smesso di ascoltare il popolo; ha avuto paura di accettare le verità di questo Paese e chi le difficoltà di tutti i giorni le vive davvero, trincerandosi dietro i loro salotti TV, vedendo fascisti ovunque e usando lo spettro del populismo come arma di diffida per chiunque abbia minimamente provato a puntare il dito alle stelle, e non alla luna. Mentre la nazione scricchiola, loro manifestano contro i fascisti. Peccato che alla fine, di questi, nemmeno l’ombra. E intanto game-over.

Matteo Renzi è stato l’unico leader in grado di far fare al PD una parabola ascensionale per poi schiantarlo,  in questo Marzo 2018, a -2 milioni di voti. Beh amen. Un consiglio spassionato: sciogliere questo partito e ricominciare ad andare per la gente, fra la gente. Ma soprattutto non avere timore di ascoltare la propria pancia, che come molti sanno, è il nostro secondo cervello. E a volte anticipa quello che la mente ancora non comprende.

Il Sottosopra

Tutto il resto è il Sottosopra: una massa informe di personaggi più o meno politici, di retaggi “settantottini”, di formazioni improbabili, di ritorni di fiamma. Veri e propri bacini di raccolta voti per rosicchiare un po’ di potere qua e la, confidando (come dargli torto, però) nella brodaglia di questa legge elettorale. Formazioni create solo per il potere e non per l’interesse nazionale. Se lo avessero avuto, il PD ora si attesterebbe al 28-30%. Ma questa è un’altra storia.

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