in Scrittura

È uscito il mio primo romanzo, Rotten.

Capitolo uno: Risveglio

Charlotte era distesa in una pozza di vomito.
Faccia a terra e con il corpo contorto in una posizione quasi innaturale, poteva sentire il gelido pavimento del bagno estendersi sotto di lei come una distesa di ghiaccio immobile, schiacciata sotto i seni gonfi e pesanti trattenuti ormai a stento dalla camicetta di lycra troppo stretta. I capelli le si erano raccolti in oleose ciocche cerulee, inarcandosi fino a penetrarle ogni singolo orifizio del volto, mentre le guance umide si andavano mischiando ai liquami fetidi che le gocciolavano copiosamente dalla bocca.
Rantolava, e un odore di piscio le era ormai entrato sin dentro le vene. I suoi lamenti fendevano l’aria in sinuose cantilene di solitudine spezzata, rimbalzando in un circolo vizioso tra le virtù decadenti come croste molli lungo le pareti. Il nulla pareva frapporsi tra lei ed il mondo circostante; un sottile strato di essenza eterea che la isolava da tutto ciò che aveva attorno, tranne che dai battiti del suo cuore: cupi e neri; che ad ogni colpo le sembrò di sprofondare un passo alla volta verso l’abisso. Di un’intera vita o d’esili frammenti, difficile a dirsi quanto quell’istante parve durare: poche ore, o tutta l’eternità.
Quando infine riaprì gli occhi, la vista era completamente appannata ed una luce vitrea e tagliente sembrò penetrarle l’anima.
Charlotte riuscì a malapena a scorgere gli oggetti intorno a sé: solo ombre sfocate, che come sagome di piccoli demoni sembravano circondarla e che immobili si stagliavano imperterriti osservandola e bramandola. Sotto la luce pallida e ronzante della lampada al neon posta poco sopra la finestra, parevano vibrare in attesa di un sussulto, di un rumore che li destasse e li facesse liquefare come catrame sciolto al sole. Poi, con uno sforzo che le parve sovrumano, tentò distrattamente di mettersi in piedi portando dapprima le gambe al ventre per poi girarsi in posizione prona. Ma ad ogni tentativo le ginocchia le cedevano, lasciandola cadere con un rumore sordo a peso morto sul pavimento e provocandole una lancinante fitta al petto. Sentì il proprio sangue scorrere denso come petrolio lungo le vene pallide appena sotto la superficie della pelle.
Con le unghie spezzate che stridevano sulle piastrelle intrise di vomito, provò quindi ad afferrare la prima ombra accanto a sé, ma un gemito le morì immediatamente in gola: si sentì squarciare un dito e un dolore acuto attraversarle la mano.
Come d’incanto, si destò improvvisamente da quel torpore chimico con la vista diventata finalmente più nitida tanto da permetterle di mettere a fuoco i dettagli tutt’intorno. Vide il sangue colarle dalla punta delle dita e la microsiringa a terra poco più in là. In un silenzio di piombo interrotto solamente dal gocciolio del soffitto intriso di umidità, il suo fiato si fece sempre più pesante, sempre più rancido.
Charlotte non provava niente, se non una grande sensazione di vuoto che la corrodeva da dentro e la inebriava fino a renderla marcia, come la scritta “ROTTEN” tatuata sull’avambraccio sinistro quando aveva appena nove anni. Sapeva che l’effetto dell’eroina sintetica era ormai svanito, e che l’inferno era piombato su di lei.
L’anima, se mai l’avesse avuta, l’aveva appena vomitata fuori.
Cercò di urlare, ma tutto ciò che uscì dalla sua bocca fu un rantolo soffocato. All’improvviso vide la porta del bagno aprirsi e la luce del corridoio fuori strisciare viscidamente verso di lei. Quando tentò di guardare in volto chi fosse appena entrato, Charlotte fu scossa da un sussulto.

Sbottò in un colpo di tosse, e poi si pisciò addosso.

Il romanzo

Charlotte è una giovane rockstar del Blocco 31 che sopravvive fra iniezioni di eroina sintetica e concerti punk. Quando il suo manager di una vita la trova riversa in una pozza di vomito nel bagno N°5 del Bar Mexico, capisce di stare sprofondando un passo alla volta verso il baratro. Ma l’Agglomerato ha in serbo per lei un futuro ben più amaro: un viaggio attraverso gli abissi dell’anima e della mente, alla ricerca di una verità nascosta sotto la propria pelle e di un passato troppo pesante da sopportare.

Rotten è una storia di violenza e mancata redenzione.
Di ricerca dell’anima, ai confini dell’umana ragione.


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